Lívia Járóka: intervista a una portavoce delle minoranze al Parlamento Europeo
La politica ungherese Lívia Járóka è membro del Parlamento Europeo, in rappresentanza dell’Unione Civica Ungherese (Fidesz), facente parte del Gruppo del Partito Popolare Europeo. È la seconda rappresentante rom nel Parlamento Europeo, dopo lo spagnolo Dios Ramírez-Heredia (attivo dal 1994 al 1999). Lívia Járóka è cresciuta nella città ungherese di Sopron, gemellata con Bolzano. minet è andato a trovarla subito dopo il suo insediamento in parlamento.
Signora Járóka, come può riassumere, da antropologa esperta, i suoi studi sulla vita dei Rom in Ungheria?
Mi occupo soprattutto del cambio di identità e anche del cambio di cultura dopo la svolta del sistema politico nel 1989. L’idea che molte persone hanno della cultura e dell’identità dei Rom non corrisponde alla realtà! Non esiste una identità o cultura stabile tra i Rom; essi sono un gruppo eterogeneo di cultura eterogenea, come ogni altra minoranza. Cerco di demistificare questo “essere zingari” .
Come si presenta la discriminazione nei confronti di questa minoranza?
La discriminazione riguarda tutti noi. Non importa se i Rom vivono in città o in un campo nomadi, se sono istruiti oppure no. Se il colore della tua pelle è più scuro allora sei uno zingaro e se sei uno zingaro vieni discriminato.
Esistono delle differenze regionali?
I problemi in effetti sono più o meno gli stessi ovunque e le differenze regionali piuttosto limitate. Ci sono però differenze tra i Rom che vivono nei paesi dell’est europeo rispetto a quelli che vivono all’ovest. Abbiamo sempre creduto che le cose fossero particolarmente problematiche nei paesi dell’est e del sud europeo; questo perché siamo sempre partiti dal presupposto che i Rom in questi paesi venissero isolati. Ora sappiamo che anche in Danimarca, Spagna, Portogallo e Grecia le cose stanno così. A tutti è di certo comune il problema dell’educazione.
L’Ungheria può essere un modello per quanto riguarda i problemi dei Rom?
Purtroppo no. Non siamo molto soddisfatti di quello che abbiamo, anche se in confronto ad altri paesi la situazione in Ungheria è più evoluta; questo perché le nostre organizzazioni per i diritti umani sono più forti di quelle dell’Europa Occidentale. Ci sono stati dei cambiamenti, come ad esempio una riorganizzazione delle scuole.
Come si può attirare l’attenzione sui problemi dei Rom?
Quando sono stata eletta ho deciso di far sentire la voce dei Rom a livello europeo, perché fino ad allora non avevamo avuto nessuno che lo facesse. In futuro dobbiamo migliorare la collaborazione con i governi nazionali, che devono produrre progetti e idee. I circa 70 milioni di euro stanziati dall’UE negli ultimi anni non hanno prodotto quasi nessun cambiamento positivo per i Rom. Ora come prima è normale per tutti avere pregiudizi nei confronti dei Rom. C’è quindi ancora molto da fare, a tutti i livelli.
La filosofia di vita dei Rom è compatibile con il concetto stereotipato di „Europa“?
Sì, perché penso che non ci siano differenze. Per lo meno io non ne vedo. Lei riesce a vederne? Che cos’è la filosofia di vita dei Rom?
Forse una forte necessità individuale di libertà?
Sì, ma questa non è affatto una filosofia dei Rom, questa è la filosofia di tutti gli uomini, o no? Molti pensano che i Rom vogliano essere più liberi degli altri. Il problema che andrebbe posto, vale a dire il messaggio che finalmente dovrebbe essere compreso, è che siamo tutti uguali e che questo cassetto pieno di pregiudizi in cui ci vogliono sempre collocare non esiste! L’80% dei Rom d’Ungheria è stanziale in questo paese da oltre 120 anni.
Che cosa può imparare l’Europa dai Rom?
Questa è una buona domanda. Noi abbiamo determinati valori che consideriamo molto importanti, per es. quelli della famiglia, della fratellanza o della lealtà e abbiamo un animo pacifico. Spero che riusciremo a mantenere questo atteggiamento positivo anche in futuro, il che però, dati i pregiudizi e le discriminazioni di cui siamo oggetto, non è del tutto semplice.
I Rom sono contenti del Suo lavoro?
La mia base sono sempre ancora i diritti umani e le organizzazioni per i diritti umani sono le migliori per rappresentare qui la minoranza Rom. Io mi considero come portavoce dei Rom nel parlamento Europeo.
Grazie per l’intervista.
Tutti i temi affrontati nella puntata di minet dell’11.11.05
- La lingua finlandese
- Analfabetismo
- La deputata rom Livia Jaroka
- Cecenia: un reportage sulla situazione attuale
- Dibattito di minet sulla delibera dell’UNESCO sul GATT









Commenti
Per scrivere un commento prego effettuare prima il login oppure clicchi qui per registrarsi.